Un prestito non restituito può trasformare un rapporto di fiducia tra amici, parenti o conoscenti in una situazione difficile da gestire. Quando una persona a cui abbiamo prestato del denaro continua a rimandare la restituzione, è importante non limitarsi alle promesse del debitore, ma iniziare a tutelare concretamente il proprio credito.
La prima domanda da porsi è semplice: quali prove abbiamo del denaro prestato e della sua restituzione concordata? La seconda riguarda invece la possibilità concreta di recuperare quanto dovuto.
Prestare denaro a un conoscente: quando nasce un credito?
Prestare una somma di denaro a un’altra persona può dare origine a un vero e proprio rapporto di credito.
Il problema, soprattutto nei rapporti personali, è che spesso il prestito viene effettuato sulla base della fiducia, senza predisporre una scrittura dettagliata che stabilisca importo, tempi e modalità della restituzione.
Quando il debitore restituisce regolarmente il denaro, questa informalità non crea particolari problemi.
Le difficoltà emergono quando il denaro non viene restituito nei termini e con le modalità concordate.
A quel punto diventa importante poter ricostruire:
- la somma effettivamente prestata;
- la data del prestito;
- le modalità con cui il denaro è stato consegnato;
- l’eventuale termine concordato per la restituzione;
- le comunicazioni intercorse tra le parti;
- eventuali ammissioni dell’esistenza del debito.
Hai prestato soldi: quali prove è importante conservare?
Quando nasce una controversia, la documentazione disponibile può assumere un’importanza fondamentale.
Per questo è opportuno conservare tutto ciò che consente di ricostruire l’origine e le caratteristiche del rapporto.
Tra gli elementi che possono essere rilevanti rientrano, a seconda dei casi:
- bonifici bancari;
- ricevute di pagamento;
- scritture private;
- email;
- messaggi;
- comunicazioni nelle quali viene riconosciuto il debito;
- accordi relativi alla restituzione;
- eventuali ricevute delle somme già restituite.
Un bonifico dimostra automaticamente che si trattava di un prestito?
Non necessariamente.
Un trasferimento di denaro può avere diverse ragioni: un prestito, una restituzione, un pagamento, una liberalità o un’altra causale.
Per questo è importante valutare il complesso degli elementi disponibili, anziché considerare un singolo documento come prova definitiva della natura del rapporto.
Anche la causale del bonifico può essere utile, così come le comunicazioni che precedono o seguono il trasferimento.
Il debitore che non ha restituito il prestito continua a rimandare: cosa fare?
Una delle situazioni più frequenti è quella del debitore che non nega apertamente il proprio debito, ma continua a rinviare il pagamento.
“Ti restituisco tutto il mese prossimo.”
“Appena ricevo lo stipendio.”
“Dammi ancora qualche settimana.”
Se le promesse si susseguono senza che il pagamento arrivi, è opportuno passare dalla semplice richiesta informale a una gestione più strutturata della situazione.
In questa fase può essere utile raccogliere e ordinare tutta la documentazione relativa al credito e valutare con un professionista quale sia la modalità più appropriata per formalizzare la richiesta di pagamento.
Avere ragione e riuscire a recuperare il credito sono due cose diverse
Questo è un punto fondamentale.
Il fatto che una persona debba effettivamente restituire del denaro non significa necessariamente che il recupero del credito sarà semplice.
Per recuperare concretamente un credito occorre infatti considerare anche la solvibilità del debitore e la presenza di beni o redditi che possano, nei limiti previsti dalla legge, essere utilmente aggrediti.
In altre parole, prima di sostenere ulteriori costi per il recupero, può essere ragionevole chiedersi:
Il debitore ha una situazione economica che rende concretamente perseguibile il recupero del mio credito?
È una domanda particolarmente importante quando la somma dovuta non è elevata.
Il debitore che non ha restituto il prestito dice di non avere nulla: bisogna credergli?
“Non ho niente.”
È una frase che un creditore può sentirsi ripetere frequentemente.
Ma una dichiarazione del debitore non equivale a una verifica della sua situazione patrimoniale.
Dire di non avere denaro disponibile, per esempio, non significa necessariamente non possedere immobili, veicoli, partecipazioni societarie o altri beni.
Allo stesso modo, l’assenza di un’attività lavorativa conosciuta dal creditore non consente, da sola, di affermare che il debitore sia privo di redditi.
È quindi importante distinguere tra ciò che il debitore dichiara e ciò che può essere verificato attraverso un’attività informativa.
Prima di agire: quali informazioni può essere utile verificare sul debitore?
Quando un credito rimane insoluto, conoscere meglio la situazione del debitore può aiutare a effettuare una valutazione più consapevole.
A seconda del caso concreto e del legittimo interesse sottostante, possono essere ricercate informazioni relative a:
- dati anagrafici;
- residenza anagrafica;
- eventuale domicilio;
- attività lavorativa o professionale;
- cariche societarie;
- partecipazioni in società;
- beni immobili;
- veicoli intestati;
- protesti e pregiudizievoli;
- eventuali rapporti bancari individuabili attraverso specifiche attività informative e d’indagine.
Non significa che tutte queste informazioni siano sempre necessarie.
La ricerca dovrebbe essere proporzionata alla situazione e finalizzata a rispondere a una domanda concreta: esistono elementi che rendono ragionevolmente perseguibile il recupero del credito?
E se non conosci più l’indirizzo della persona?
Può accadere che, dopo aver prestato il denaro, il rapporto personale si interrompa e il debitore diventi difficile da contattare.
A volte il creditore dispone soltanto di un vecchio indirizzo, di un numero di telefono o di un profilo social.
In questi casi il problema non è soltanto economico: prima ancora di procedere, può essere necessario verificare dove il soggetto possa essere rintracciato.
Una ricerca sulla residenza può quindi rappresentare uno dei primi elementi informativi da acquisire quando non si dispone più di un recapito aggiornato.
E se il debitore possiede beni ma non vuole pagare?
Anche questa è una situazione diversa rispetto a quella del debitore realmente privo di disponibilità.
Un debitore può non avere denaro sufficiente per effettuare spontaneamente il pagamento, ma possedere comunque beni o avere redditi che possono assumere rilevanza nella valutazione delle possibili azioni di recupero.
Per questo motivo, quando il credito è significativo, può essere utile acquisire preventivamente informazioni sulla situazione economica e patrimoniale del soggetto.
L’obiettivo non è “controllare” la vita privata del debitore, ma raccogliere informazioni pertinenti alla tutela di un diritto di credito.
Quanto deve essere elevato un credito perché valga la pena recuperarlo?
Non esiste una cifra valida per tutti.
Il rapporto tra importo del credito e costi del recupero deve essere valutato caso per caso, considerando anche:
- documentazione disponibile;
- situazione del debitore;
- probabilità concreta di recupero;
- eventuali costi legali;
- tempi necessari;
- presenza di beni o redditi utilmente aggredibili.
Per un credito di importo contenuto, sostenere costi rilevanti senza avere informazioni sulla solvibilità del debitore può essere una scelta poco ponderata.
Al contrario, quando l’importo è significativo, una verifica preventiva può fornire elementi utili per decidere come procedere.
Quando può essere utile un’indagine patrimoniale?
Un’indagine patrimoniale può essere presa in considerazione quando il creditore necessita di informazioni più approfondite sulla situazione economica del debitore.
Per esempio, Indagine Patrimoniale Persona 360 di INFOINVESTIGATE consente di raccogliere in un unico report informazioni utili a ricostruire la situazione patrimoniale di una persona, comprese le risultanze relative a beni immobili, veicoli, attività e partecipazioni societarie e altri elementi utili alla valutazione della solvibilità del debitore.
Il valore di una verifica di questo tipo non consiste soltanto nell’individuare un singolo bene intestato a chi non ha restituito il prestito.
L’obiettivo è disporre di un quadro informativo più ampio prima di decidere se e come affrontare il recupero del credito.
Prestito non restituito: cosa conviene fare in pratica?
Quando una persona non restituisce il denaro prestato, può essere utile procedere per gradi.
1. Ricostruisci il credito
Raccogli bonifici, ricevute, messaggi, email, scritture e ogni altra documentazione relativa al prestito non restituito.
2. Verifica cosa era stato concordato
Ricostruisci l’importo dovuto, le eventuali scadenze e le modalità di restituzione concordate.
3. Formalizza la richiesta di pagamento del prestito non restituito
Se le richieste informali non hanno prodotto risultati, valuta con un professionista la modalità più appropriata per formalizzare la richiesta.
4. Verifica la solvibilità del debitore che non ha restituito il prestito
Prima di sostenere ulteriori costi, valuta se esistono elementi patrimoniali o reddituali che possano rendere concretamente perseguibile il recupero.
5. Valuta costi e benefici
Il recupero di un credito deve essere considerato anche sotto il profilo economico: quanto vale il credito e quanto potrebbe costare recuperarlo?
6. Solo a questo punto valuta le azioni successive
Con una documentazione ordinata e un quadro informativo più completo, sarà possibile affrontare con maggiore consapevolezza le eventuali iniziative da intraprendere.
FAQ: domande frequenti sul prestito non restituito
Ho prestato soldi senza firmare un contratto: posso recuperarli?
La mancanza di un contratto scritto non significa automaticamente che il credito non possa essere fatto valere. Tuttavia, la possibilità di dimostrare l’esistenza del prestito e le condizioni concordate deve essere valutata sulla base della documentazione e degli altri elementi disponibili.
Ho prestato soldi a un amico e non me li restituisce: cosa posso fare?
È opportuno innanzitutto raccogliere tutte le prove del prestito e delle successive richieste di restituzione. Se il pagamento non arriva, può essere utile rivolgersi a un Avvocato per valutare le iniziative più appropriate e, prima di affrontare ulteriori costi, verificare la solvibilità del debitore.
Posso verificare se il debitore possiede una casa?
È possibile effettuare specifiche ricerche patrimoniali nel rispetto della normativa applicabile e della presenza di un legittimo interesse. Una ricerca patrimoniale può consentire di verificare le risultanze relative ai beni immobili intestati al soggetto.
Posso sapere dove lavora una persona che mi deve dei soldi?
In presenza dei presupposti previsti dalla normativa, possono essere svolte specifiche attività informative finalizzate alla verifica della posizione lavorativa o professionale del soggetto. L’effettiva reperibilità dell’informazione dipende dal caso concreto.
Cosa posso fare se non conosco più l’indirizzo del debitore che non ha restituito il prestito?
È possibile valutare una ricerca finalizzata alla verifica della residenza e, quando disponibile e pertinente, di ulteriori elementi utili alla reperibilità del soggetto.
Prima di fare causa posso verificare se il debitore è solvibile?
Sì. Una verifica preventiva della situazione patrimoniale può fornire elementi utili per valutare la convenienza economica di un’azione di recupero e orientare le successive decisioni.
Un credito da recuperare richiede informazioni, non soltanto pazienza
Quando si presta denaro a una persona conosciuta, è naturale che il rapporto sia inizialmente basato sulla fiducia.
Ma quando il prestito non viene restituito, la fiducia non può sostituire le informazioni.
Documentare il credito, verificare la posizione del debitore e valutare la sua solvibilità prima di affrontare ulteriori costi permette di trasformare una situazione incerta in una decisione maggiormente consapevole.
Se hai prestato denaro e il debitore non restituisce quanto dovuto, INFOINVESTIGATE può aiutarti a raccogliere le informazioni necessarie per valutare la situazione patrimoniale del soggetto e decidere come procedere.