Quando un cliente non paga, la tentazione è quella di affidare immediatamente la pratica a un Avvocato o avviare un’azione giudiziale. Tuttavia, i costi del recupero crediti non dipendono soltanto dalle spese legali: incidono anche il tempo impiegato, gli anticipi necessari e, soprattutto, la reale possibilità di recuperare il credito.

Prima di intraprendere qualsiasi iniziativa è quindi opportuno effettuare una verifica patrimoniale preventiva, così da valutare se il debitore dispone di beni o redditi utilmente aggredibili.

Una decisione presa sulla base di informazioni attendibili consente spesso di evitare investimenti destinati a non produrre risultati.


Recuperare un credito comporta sempre dei costi

Anche quando il credito è certo, liquido ed esigibile, il recupero può richiedere diverse attività che comportano tempi e spese.

Tra le principali voci di costo rientrano:

  • compensi professionali;
  • contributo unificato, ove previsto;
  • notifiche degli atti;
  • eventuali consulenze tecniche;
  • attività esecutive come pignoramenti mobiliari, immobiliari o presso terzi.

A questi si aggiunge un elemento spesso sottovalutato: il tempo necessario per arrivare a una decisione del Tribunale e, successivamente, all’eventuale esecuzione forzata.

Se il debitore risulta privo di beni utilmente pignorabili, il rischio è quello di sostenere costi senza ottenere alcun recupero.


Il vero rischio è agire senza conoscere il patrimonio del debitore

L’errore più frequente consiste nel ritenere che un titolo esecutivo garantisca automaticamente il recupero del credito.

In realtà, una sentenza favorevole o un decreto ingiuntivo rappresentano solo il presupposto per procedere all’esecuzione forzata. Se il debitore non possiede beni o redditi aggredibili, anche il miglior titolo può rimanere privo di concreta utilità.

Per questo motivo è consigliabile effettuare prima una verifica finalizzata a raccogliere informazioni utili quali:

  • residenza aggiornata;
  • eventuale domicilio;
  • attività lavorativa o professionale;
  • pensione;
  • partecipazioni societarie;
  • beni immobili;
  • presenza di pregiudizievoli;
  • probabili rapporti bancari individuati mediante attività investigativa e georeferenziazione.

Disporre di questi elementi permette di valutare con maggiore precisione la convenienza economica dell’azione giudiziale.


Una verifica preventiva può ridurre i costi complessivi

Effettuare una verifica patrimoniale non significa rinunciare al recupero del credito. Al contrario, significa programmare la strategia più efficace.

Le informazioni raccolte possono aiutare a:

  • individuare il tipo di azione più appropriata;
  • evitare procedure esecutive prive di concrete possibilità di successo;
  • concentrare le risorse sui debitori realmente solvibili;
  • ridurre tempi e costi complessivi.

In molti casi, il costo di un report informativo rappresenta una minima parte rispetto alle spese che si sosterrebbero avviando un procedimento giudiziale destinato a concludersi senza alcun risultato economico.


Le informazioni investigate fanno la differenza

Non tutte le informazioni hanno lo stesso valore.

Una semplice ricerca online o una consultazione di banche dati pubbliche raramente offre un quadro completo della situazione patrimoniale del debitore.

Le informazioni investigate, ottenute attraverso attività professionali svolte nel rispetto della normativa vigente, consentono invece di raccogliere elementi molto più utili per orientare le decisioni del creditore.

L’obiettivo non è soltanto conoscere il debitore, ma verificare se esistano concrete prospettive di recupero.


Quale report scegliere prima di iniziare un recupero crediti?

Quando occorre effettuare una valutazione preliminare, uno degli strumenti più completi disponibili su INFOINVESTIGATE è Check Persona Full Ban.

Il report, ove consentito e in presenza di un interesse giuridicamente rilevante, riunisce in un’unica indagine le principali informazioni utili per valutare la convenienza di un recupero crediti, tra cui:

  • verifica dei dati anagrafici;
  • residenza e possibile domicilio;
  • sedi d’impresa;
  • partecipazioni societarie;
  • attività lavorativa o professionale;
  • eventuali pensioni dirette;
  • stima della retribuzione annua lorda per dipendenti e pensionati;
  • protesti;
  • ricerca di pregiudizievoli;
  • ricerca catastale nazionale;
  • probabili rapporti bancari individuati tramite georeferenziazione.

Per questo motivo è uno dei report maggiormente richiesti da Avvocati, aziende e professionisti che desiderano valutare preventivamente la reale convenienza di un’azione giudiziale, con un significativo risparmio di tempo e di costi.


Prima le informazioni, poi le decisioni

Nel recupero crediti non sempre la scelta più veloce è anche quella più conveniente.

Effettuare una verifica patrimoniale preventiva permette di valutare con maggiore consapevolezza le possibilità di recupero e di destinare tempo e risorse ai casi che presentano concrete prospettive di successo.

Per questo motivo, acquisire informazioni investigate prima di avviare un’azione giudiziale rappresenta spesso il primo investimento utile per ridurre i costi complessivi del recupero crediti e prendere decisioni basate su elementi oggettivi.