Cos’è il pignoramento presso terzi
Il pignoramento presso terzi (c.d. PPT) è una delle procedure esecutive più utilizzate nel recupero crediti giudiziale. Consente al creditore, munito di un valido titolo esecutivo, di soddisfare il proprio credito non aggredendo direttamente i beni del debitore, ma rivolgendosi a un soggetto terzo che detiene somme di denaro o altri beni a lui appartenenti.
È il caso, ad esempio:
- del datore di lavoro che corrisponde lo stipendio;
- della banca presso cui è acceso il conto corrente o il dossier titoli;
- dell’INPS che eroga la pensione;
- di un cliente che deve pagare una fattura al debitore.
Il presupposto è semplice: se il debitore vanta un credito nei confronti di un altro soggetto, oppure possiede disponibilità economiche custodite da terzi, tali somme possono essere oggetto di pignoramento nei limiti previsti dalla legge.
La disciplina è contenuta negli articoli 543 e seguenti del Codice di procedura civile.
Chi sono i soggetti coinvolti nel pignoramento presso terzi
Nel pignoramento presso terzi intervengono tre figure.
Il creditore procedente
È colui che promuove l’esecuzione forzata dopo aver ottenuto un titolo esecutivo.
Il debitore esecutato
È il soggetto tenuto al pagamento del debito.
Il terzo pignorato
È il soggetto che possiede somme o beni del debitore oppure che deve effettuargli un pagamento.
Tra gli esempi più frequenti troviamo:
- il datore di lavoro;
- una banca;
- Poste Italiane;
- l’INPS;
- un cliente del debitore.
Dal momento della notifica dell’atto di pignoramento, il terzo non può più disporre liberamente delle somme interessate dalla procedura e deve attenersi agli obblighi previsti dalla legge.
Come funziona la procedura
Il procedimento segue alcune fasi ben precise.
- Il creditore ottiene un titolo esecutivo.
- Viene notificato l’atto di pignoramento al debitore e al terzo.
- La procedura viene iscritta a ruolo presso il Tribunale competente.
- Il terzo rende la dichiarazione prevista dall’articolo 547 c.p.c., indicando quali somme o beni detiene.
- Il Giudice, verificata la situazione, dispone l’eventuale assegnazione delle somme al creditore.
Se il terzo non rende la dichiarazione oppure questa viene contestata, il Giudice procede agli accertamenti necessari prima di decidere.
Cosa si può pignorare
Il pignoramento presso terzi può riguardare numerose tipologie di crediti o disponibilità economiche.
Tra le più frequenti troviamo:
- stipendio;
- pensione;
- conto corrente bancario o postale;
- crediti commerciali;
- canoni di locazione;
- compensi professionali;
- altre somme dovute al debitore.
La possibilità concreta di recuperare il credito dipende naturalmente dall’effettiva esistenza di tali disponibilità.
Quanto si può pignorare
La legge tutela il debitore prevedendo specifici limiti.
Pignoramento dello stipendio
Per i debiti ordinari, la quota generalmente pignorabile è pari a un quinto dello stipendio netto.
Sono previste regole differenti nei casi di:
- crediti alimentari;
- debiti tributari;
- concorso di più pignoramenti.
Pignoramento della pensione
Le pensioni possono essere pignorate soltanto entro i limiti stabiliti dalla legge.
Resta comunque garantita una quota minima impignorabile, determinata in funzione dell’importo dell’assegno sociale.
Le prestazioni esclusivamente assistenziali, come l’indennità di accompagnamento o l’assegno sociale, restano invece impignorabili.
Pignoramento del conto corrente
Nel caso del conto corrente occorre distinguere tra:
- somme già presenti al momento della notifica;
- somme accreditate successivamente.
La disciplina prevede tutele differenti soprattutto quando sul conto confluiscono stipendi o pensioni.
Perché è importante verificare prima il patrimonio del debitore
Dal punto di vista del creditore, avviare un pignoramento presso terzi senza sapere se il debitore possieda effettivamente beni o crediti può tradursi in una perdita di tempo e denaro.
Per questo motivo molti Avvocati, aziende e professionisti effettuano preventivamente un’indagine patrimoniale finalizzata a individuare:
- eventuali rapporti bancari;
- datore di lavoro;
- pensione;
- partecipazioni societarie;
- beni immobili;
- altri elementi patrimoniali utili.
Disporre di queste informazioni consente di valutare con maggiore precisione la convenienza economica dell’azione esecutiva e di individuare la forma di pignoramento più efficace.
Il ruolo delle informazioni patrimoniali nel recupero crediti
Nel recupero crediti giudiziale non è sufficiente ottenere un titolo esecutivo: è altrettanto importante individuare beni concretamente aggredibili.
Per questo motivo le informazioni patrimoniali, specie se investigate, rappresentano uno strumento strategico nella fase preliminare. Conoscere in anticipo la situazione economica del debitore permette di orientare le successive azioni esecutive, evitare iniziative prive di concrete possibilità di successo e ottimizzare tempi e costi del recupero.
Su INFOINVESTIGATE sono disponibili report investigati che consentono, nel rispetto dei presupposti di legge, di acquisire informazioni utili per valutare la convenienza di un’azione esecutiva e pianificare con maggiore consapevolezza il recupero del credito.
Domande frequenti sul pignoramento presso terzi
Serve sempre un titolo esecutivo?
Sì. Per avviare il pignoramento presso terzi è necessario disporre di un titolo esecutivo valido, come una sentenza o un decreto ingiuntivo divenuto esecutivo.
Il datore di lavoro del debitore può rifiutarsi?
No. Una volta ricevuta la notifica, il datore di lavoro del debitore è tenuto a rispettare gli obblighi previsti dalla legge e a rendere la dichiarazione richiesta.
Si può pignorare qualsiasi conto corrente?
Il conto corrente può essere pignorato nel rispetto delle norme vigenti e delle tutele previste per le somme derivanti da stipendi e pensioni.
È possibile sapere prima se il debitore possiede beni utilmente aggredibili?
Sì. Attraverso specifiche indagini patrimoniali è possibile acquisire informazioni utili per valutare la convenienza di procedere con un’azione esecutiva.