NPL e UTP sono espressioni sempre più frequenti quando si parla di credito deteriorato, gestione dei crediti e recupero delle esposizioni problematiche. Ma che cosa indicano esattamente questi termini? E soprattutto, quali differenze esistono tra un’esposizione classificata come NPL e una posizione UTP?
La distinzione è importante perché le condizioni economiche e finanziarie del debitore possono essere molto diverse e, di conseguenza, possono cambiare anche le modalità con cui valutare e gestire la posizione.
Prima di entrare nel dettaglio, è utile chiarire un aspetto terminologico: NPL (Non-Performing Loans) è un’espressione utilizzata per indicare i crediti deteriorati, mentre UTP (Unlikely To Pay) identifica una specifica categoria di esposizioni non-performing. Gli UTP, quindi, rientrano nell’insieme più ampio delle esposizioni non-performing.
Che cosa sono gli NPL
NPL è l’acronimo di Non-Performing Loans, generalmente tradotto in italiano come crediti deteriorati.
Si tratta di esposizioni creditizie per le quali il regolare rimborso secondo le condizioni contrattuali originarie è compromesso. La disciplina europea prevede criteri armonizzati per l’identificazione delle esposizioni non-performing, tra cui la presenza di importi rilevanti scaduti da oltre 90 giorni oppure la valutazione che il debitore sia improbabile che possa adempiere integralmente alle proprie obbligazioni.
Nel sistema italiano, le esposizioni creditizie deteriorate vengono tradizionalmente articolate in diverse categorie, tra cui sofferenze, inadempienze probabili ed esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate.
Questo significa che parlare genericamente di “NPL” non identifica necessariamente una situazione unica: all’interno del credito deteriorato possono esistere posizioni caratterizzate da livelli di difficoltà molto differenti.
Che cosa sono gli UTP
UTP significa Unlikely To Pay, cioè “inadempienza probabile”.
Si tratta di esposizioni per le quali la banca ritiene improbabile che il debitore riesca ad adempiere integralmente alle proprie obbligazioni contrattuali senza il ricorso ad azioni quali l’escussione delle garanzie, indipendentemente dalla presenza o meno di rate scadute.
L’elemento centrale è quindi la probabilità di mancato rimborso integrale, valutata sulla base della situazione del debitore e dell’esposizione.
Un UTP non deve però essere automaticamente assimilato a una situazione di insolvenza definitiva.
La Banca d’Italia ha evidenziato come le difficoltà di rimborso proprie delle posizioni UTP possano, in determinati casi, essere affrontate attraverso interventi di ristrutturazione della posizione debitoria o mediante nuova finanza.
È proprio questa caratteristica a rendere particolarmente importante l’analisi della situazione economica e patrimoniale del debitore.
NPL e UTP: qual è la differenza?
La prima differenza da tenere presente è quindi concettuale: NPL identifica il più ampio universo delle esposizioni non-performing, mentre UTP individua una specifica tipologia di esposizione appartenente a questo universo.
La distinzione diventa particolarmente significativa quando si considera la situazione concreta del debitore.
| NPL | UTP |
|---|---|
| Indica un’esposizione non-performing, cioè deteriorata | Indica una specifica esposizione non-performing classificata come Unlikely To Pay |
| Comprende diverse categorie di crediti deteriorati | È una delle categorie che rientrano nel perimetro delle esposizioni deteriorate |
| Può comprendere situazioni di diversa gravità | È caratterizzato dalla valutazione di una probabile incapacità di rimborso integrale |
| Può derivare, tra gli altri casi, da un rilevante scaduto oltre 90 giorni o da una valutazione di improbabile rimborso | La classificazione è legata alla valutazione che il debitore probabilmente non adempirà integralmente senza determinate azioni |
| La strategia di gestione dipende dalle caratteristiche della singola posizione | L’analisi della situazione economica, finanziaria e patrimoniale può essere particolarmente rilevante per valutare le possibili soluzioni |
È quindi più corretto parlare di NPL come categoria generale e UTP come specifica tipologia di esposizione non-performing, anziché contrapporre semplicemente NPL e UTP.
Perché la distinzione tra NPL e UTP è importante
La classificazione di un’esposizione non è un elemento puramente teorico.
Dietro ogni posizione ci sono un debitore, una situazione economica e finanziaria, eventuali beni, rapporti societari, redditi, garanzie e altri elementi che possono incidere sulla possibilità di recuperare il credito.
Per questo, quando una posizione diventa problematica, la sola classificazione del credito non è sufficiente per valutare le concrete possibilità di recupero.
Una posizione UTP, per esempio, può richiedere un’analisi orientata alla possibilità di ristrutturazione e alla capacità futura del debitore di generare risorse. La gestione degli UTP può infatti richiedere strumenti differenti rispetto al semplice recupero di una posizione ormai compromessa.
Anche quando l’obiettivo è il recupero di un credito, diventa quindi importante disporre di informazioni aggiornate sulla situazione del soggetto interessato.
Quali informazioni possono essere utili per valutare la solvibilità del debitore
La valutazione di una posizione deteriorata dovrebbe partire, per quanto possibile, da un quadro informativo concreto e aggiornato.
A seconda del caso e del legittimo interesse che giustifica l’acquisizione delle informazioni, possono assumere rilevanza diversi elementi.
Situazione anagrafica e residenza
La corretta identificazione del soggetto e la verifica dei dati disponibili costituiscono il primo passaggio per evitare di lavorare su informazioni incomplete o riferite a un omonimo. Conoscere l’indirizzo di residenza del debitore consente di individuare anche il Tribunale competente e notificare correttamente gli atti.
Attività lavorativa e fonti di reddito
Conoscere l’attività professionale o lavorativa del debitore può fornire elementi utili per valutare la sua situazione economica e le possibili prospettive di recupero tramite pignoramento del quinto, ad esempio.
Patrimonio immobiliare
La presenza di beni immobili intestati al debitore rappresenta uno degli elementi che possono assumere particolare rilevanza nell’analisi patrimoniale.
Non è sufficiente sapere che esiste un immobile: occorre considerare anche la situazione giuridica del bene e l’eventuale presenza di gravami o altri elementi che possono incidere sulla sua effettiva utilità ai fini del recupero.
Partecipazioni societarie
Nel caso di imprenditori e soggetti coinvolti in attività societarie, anche le partecipazioni possono costituire un elemento significativo del quadro patrimoniale.
Rapporti con istituti di credito
In determinati contesti investigativi e nel rispetto dei presupposti giuridici applicabili, possono essere ricercate informazioni utili a individuare gli istituti di credito presso i quali il soggetto potrebbe intrattenere rapporti di conto corrente.
Protesti e pregiudizievoli
La presenza di protesti, ipoteche giudiziali, pignoramenti o altri eventi pregiudizievoli può contribuire a delineare la situazione complessiva del soggetto e a valutare la presenza di altri creditori o vincoli sul patrimonio.
NPL e UTP: perché le informazioni aggiornate sul debitore sono importanti
Uno degli errori più frequenti nella gestione del credito è considerare le informazioni sul debitore come un dato statico, immutabile nel tempo.
La situazione di una persona o di un’impresa può infatti cambiare nel tempo, talvolta anche repentinamente.
Un soggetto che non disponeva di beni aggredibili in un determinato momento potrebbe acquisire successivamente un immobile. Un rapporto di lavoro può cessare o iniziare. Una partecipazione societaria può cambiare. Possono inoltre intervenire nuovi gravami o nuove procedure che modificano il quadro complessivo.
Per questo motivo, un’indagine patrimoniale effettuata in un momento precedente non dovrebbe essere considerata automaticamente rappresentativa della situazione attuale.
Quando una posizione deve essere rivalutata, soprattutto prima di intraprendere un’azione giudiziale o esecutiva, può essere quindi opportuno verificare nuovamente le informazioni disponibili.
Dalla classificazione del credito alla valutazione della posizione
La distinzione tra NPL e UTP è importante, ma rappresenta soltanto il punto di partenza.
Per chi deve gestire o recuperare un credito, la domanda successiva è infatti molto concreta:
quali elementi consentono di valutare la posizione del debitore e le possibilità di recupero?
La risposta non può dipendere esclusivamente dalla classificazione contabile o regolamentare dell’esposizione.
È necessario considerare la situazione specifica del debitore, la consistenza e la natura del suo patrimonio, le eventuali fonti di reddito, i rapporti societari, i gravami e, più in generale, tutti gli elementi informativi acquisibili legittimamente e pertinenti rispetto alla posizione.
In quest’ottica, le informazioni investigate possono rappresentare uno strumento propedeutico alla valutazione della posizione e alla scelta delle successive iniziative.
Quando può essere utile un’indagine patrimoniale
Un’indagine patrimoniale può essere presa in considerazione quando è necessario acquisire un quadro più completo della situazione economica e patrimoniale di un soggetto.
Può essere utile, ad esempio:
- prima di intraprendere un’azione giudiziale;
- prima di valutare un’azione esecutiva;
- per effettuare una preanalisi della posizione;
- per verificare l’evoluzione della situazione patrimoniale del debitore;
- per acquisire elementi utili alla valutazione della convenienza di ulteriori iniziative.
L’obiettivo non è semplicemente “trovare dei beni”, ma acquisire informazioni che consentano di valutare la posizione nel suo complesso.
NPL e UTP: l’importanza di una valutazione informata
NPL e UTP descrivono situazioni di credito deteriorato che possono presentare caratteristiche molto differenti.
Gli UTP, in particolare, appartengono al più ampio universo delle esposizioni non-performing, ma si caratterizzano per la valutazione di una probabile incapacità del debitore di adempiere integralmente alle proprie obbligazioni. Questo non significa necessariamente che ogni posizione UTP sia destinata a un mancato recupero: la situazione concreta del debitore e le prospettive della posizione devono essere valutate caso per caso.
Per questo, la qualità e l’aggiornamento delle informazioni sul debitore possono assumere un ruolo importante nella gestione del credito deteriorato.
Prima di decidere come procedere, conoscere la situazione patrimoniale, reddituale e societaria del soggetto può consentire di disporre di elementi concreti su cui basare la valutazione della posizione.
FAQ
NPL e UTP sono la stessa cosa?
No. NPL è l’acronimo di Non-Performing Loans e indica le esposizioni non-performing, cioè deteriorate. UTP significa Unlikely To Pay e identifica una specifica categoria di esposizioni non-performing. Gli UTP rientrano quindi nel più ampio perimetro degli NPL.
Che cosa significa UTP?
UTP significa Unlikely To Pay, cioè “inadempienza probabile”. Indica un’esposizione per la quale la banca ritiene improbabile che il debitore possa adempiere integralmente alle proprie obbligazioni contrattuali senza il ricorso a determinate azioni, come l’escussione delle garanzie.
Quando un credito viene classificato come NPL?
La disciplina europea prevede diversi criteri per classificare un’esposizione come non-performing. Tra questi rientra il mancato pagamento di un’obbligazione rilevante per oltre 90 giorni e la valutazione che il debitore sia improbabile che possa adempiere integralmente alle proprie obbligazioni.
Un UTP può tornare a essere un’esposizione performing?
Sì. La classificazione non è necessariamente irreversibile. Se la situazione del debitore migliora e vengono soddisfatti i criteri previsti dalla disciplina applicabile, un’esposizione può uscire dallo stato di non-performing. L’EBA disciplina specificamente i criteri di uscita dallo stato di non-performing.
Perché è importante conoscere il patrimonio del debitore?
Perché la classificazione del credito non fornisce, da sola, un quadro completo della situazione patrimoniale del debitore. La conoscenza di immobili, partecipazioni, redditi, eventuali gravami e altri elementi pertinenti può contribuire alla valutazione delle concrete possibilità di recupero.
È utile aggiornare un’indagine patrimoniale già effettuata?
Può esserlo quando è trascorso del tempo dall’indagine precedente o quando esistono ragioni per ritenere che la situazione del debitore possa essere cambiata. La situazione patrimoniale e reddituale di una persona o di un’impresa non è infatti necessariamente statica.
Valutare la solvibilità del debitore prima di decidere come procedere
Quando un credito diventa problematico, la classificazione come NPL o UTP è soltanto uno degli elementi da considerare.
La situazione concreta del debitore resta centrale.
Acquisire informazioni aggiornate sulla sua posizione anagrafica, patrimoniale, reddituale e societaria può fornire elementi utili per valutare le possibilità di recupero e le eventuali iniziative da intraprendere.
INFOINVESTIGATE mette a disposizione report e indagini patrimoniali finalizzati alla ricerca di informazioni sul debitore, utili anche come attività di preanalisi prima di valutare le successive azioni di recupero.
Conoscere la posizione prima di agire significa poter disporre di elementi informativi concreti su cui basare le proprie valutazioni.