Visura camerale e indagine patrimoniale sono due strumenti molto diversi, anche se entrambi possono essere utilizzati per raccogliere informazioni utili su un soggetto che svolge un’attività d’impresa. Confonderne finalità e contenuti può portare a una valutazione incompleta della situazione economica e patrimoniale, ad esempio, di un debitore.

La prima distinzione da fare è fondamentale: la visura camerale riguarda le imprese e i soggetti iscritti al Registro delle Imprese, mentre l’indagine patrimoniale può riguardare anche una persona fisica che non esercita alcuna attività imprenditoriale.

Che cos’è una visura camerale?

La visura camerale è il documento che consente di consultare le informazioni ufficiali presenti nel Registro delle Imprese relativamente a un’azienda o a un soggetto iscritto.

A seconda della tipologia di visura richiesta, è possibile ottenere informazioni come:

  • denominazione e forma giuridica dell’impresa;
  • sede legale;
  • codice fiscale e partita IVA;
  • attività esercitata;
  • data di iscrizione;
  • stato dell’impresa;
  • capitale sociale;
  • amministratori e altri esponenti;
  • soci, quando le informazioni sono previste per quella specifica forma societaria;
  • partecipazioni societarie;
  • eventuali modifiche intervenute nel tempo.

Si tratta quindi di uno strumento estremamente utile per ricostruire la posizione di un’impresa e i collegamenti societari di una persona.

Ma non è, di per sé, un’indagine sul patrimonio personale dell’imprenditore, dell’amministratore o del socio.

La visura camerale riguarda soltanto chi è collegato a un’impresa

Questo aspetto merita particolare attenzione.

Un privato cittadino o un Libero Professionista che non svolge attività d’impresa e che non risulta iscritto al Registro delle Imprese non dispone di una propria visura camerale.

La visura può invece diventare interessante quando una persona fisica risulta, ad esempio, amministratore, socio o titolare di un’azienda.

Pensiamo al caso di un debitore che dichiara di non possedere beni o che risulta apparentemente privo di risorse utilmente aggredibili.

La ricerca presso il Registro delle Imprese può evidenziare che quella stessa persona:

  • è amministratore di una società;
  • detiene quote societarie;
  • è titolare di un’impresa individuale;
  • ricopre o ha ricoperto determinate cariche;
  • presenta collegamenti con una o più realtà imprenditoriali.

Sono informazioni importanti, ma non equivalgono alla prova dell’esistenza di un patrimonio personale immediatamente aggredibile.

Cosa si può sapere da una visura camerale?

La visura camerale è particolarmente utile per ricostruire la posizione imprenditoriale e societaria di un soggetto.

Per esempio, se il debitore è socio di una società, la visura può consentire di verificare la sua partecipazione societaria e di acquisire elementi utili per ulteriori approfondimenti.

Se invece il debitore è amministratore, la visura consente di individuare il ruolo ricoperto e la società alla quale è collegato.

Queste informazioni possono essere molto importanti nella fase di valutazione di un recupero del credito, perché permettono di ampliare il quadro informativo prima di decidere quali ulteriori verifiche effettuare.

Ma c’è un punto da non trascurare: essere socio o amministratore di una società non significa automaticamente possedere beni personali aggredibili.

La società e la persona fisica sono soggetti giuridicamente distinti e il patrimonio della società non coincide con quello personale del socio o dell’amministratore.

La visura camerale non fotografa il patrimonio personale

È proprio qui che emerge la differenza più importante tra visura camerale e indagine patrimoniale.

La visura camerale può indicare che un soggetto possiede una partecipazione societaria, ma non fornisce una fotografia completa del suo patrimonio personale.

Non è quindi sufficiente, ad esempio, sapere che un debitore è socio di una società per stabilire se esistano beni utilmente aggredibili.

Occorre distinguere tra:

posizione societaria → quali imprese, società o cariche risultano collegate al soggetto;

situazione patrimoniale → quali beni, diritti e altre posizioni economicamente rilevanti possono essere riconducibili al soggetto.

Sono piani differenti e, proprio per questo, richiedono strumenti di verifica differenti.

Che cosa aggiunge un’indagine patrimoniale?

L’indagine patrimoniale nasce con una finalità diversa: ricostruire, nei limiti delle informazioni legalmente acquisibili e dell’interesse giuridicamente rilevante, gli elementi utili a valutare la situazione patrimoniale del soggetto.

A seconda della tipologia di indagine, possono essere ricercate informazioni relative, ad esempio, a:

  • beni immobili;
  • beni mobili registrati;
  • partecipazioni societarie;
  • attività lavorativa o professionale;
  • rapporti societari;
  • protesti;
  • formalità pregiudizievoli;
  • rapporti bancari individuabili attraverso le informazioni disponibili e le metodologie consentite;
  • ulteriori elementi utili a valutare la possibilità di intraprendere un’azione di recupero.

L’obiettivo non è semplicemente sapere “che lavoro fa” o “se ha una società”, ma mettere insieme informazioni differenti per ottenere un quadro più ampio della situazione del debitore.

Visura camerale e indagine patrimoniale: perché possono essere complementari

Non si tratta quindi di scegliere necessariamente tra visura camerale e indagine patrimoniale.

In molti casi le due verifiche possono essere complementari.

La visura camerale può rappresentare il punto di partenza per ricostruire i collegamenti imprenditoriali del soggetto.

L’indagine patrimoniale può successivamente consentire di approfondire altri aspetti della sua situazione economica e patrimoniale.

Un esempio può aiutare.

Un debitore risulta amministratore di una società

Supponiamo che un creditore debba valutare se procedere nei confronti di una persona fisica che non ha saldato un debito.

Una visura camerale evidenzia che il debitore è amministratore di una società e possiede una partecipazione nella stessa.

Questa informazione è certamente rilevante, ma non consente da sola di stabilire:

  • quale sia l’effettiva consistenza del patrimonio personale;
  • se il soggetto possieda immobili;
  • se disponga di beni mobili registrati;
  • se esistano formalità pregiudizievoli;
  • quale sia la sua situazione lavorativa o reddituale;
  • quali ulteriori elementi possano rendere conveniente o meno un’azione giudiziale.

Per ottenere un quadro più completo occorrono quindi ulteriori informazioni investigate.

Perché verificare il patrimonio prima di agire?

Quando il creditore dispone di un titolo e sta valutando un’azione esecutiva, la conoscenza preventiva della situazione patrimoniale del debitore può assumere un’importanza decisiva.

Avviare un’azione giudiziale senza aver prima raccolto informazioni sufficienti può infatti comportare costi e tempi che non sempre trovano una giustificazione nella concreta possibilità di recuperare il credito.

Una verifica preventiva permette invece di acquisire elementi utili per valutare:

  • se esistono beni potenzialmente aggredibili;
  • quale potrebbe essere la strategia più adeguata;
  • se l’azione esecutiva presenta ragionevoli prospettive di utilità;
  • quali ulteriori approfondimenti possono essere necessari.

Non significa, naturalmente, avere la certezza del recupero del credito. Significa disporre di maggiori elementi prima di assumere una decisione.

E per un privato cittadino?

Per una persona fisica che non è imprenditore e non risulta collegata a un’attività iscritta al Registro delle Imprese, la visura camerale non rappresenta lo strumento appropriato per ricostruire la sua situazione patrimoniale.

In questi casi l’indagine deve necessariamente orientarsi verso altre fonti e altre tipologie di verifica.

È proprio per questo che parlare genericamente di “controllo del patrimonio attraverso una visura camerale” può essere fuorviante.

La visura camerale riguarda la posizione imprenditoriale e societaria; l’indagine patrimoniale riguarda invece la ricerca di elementi utili a ricostruire la situazione patrimoniale del soggetto.

Prima di procedere, quali informazioni servono davvero?

La domanda corretta, quindi, non è soltanto:

“Il debitore ha una società?”

La domanda dovrebbe essere più ampia:

“Quali elementi posso verificare sulla situazione economica, patrimoniale e societaria del debitore prima di decidere come procedere?”

La visura camerale può fornire una parte della risposta, soprattutto quando il soggetto è un imprenditore, un socio o un amministratore.

Per una valutazione più completa possono però essere necessarie ulteriori informazioni investigate, ottenute attraverso un’indagine patrimoniale mirata.

Una verifica mirata può evitare valutazioni incomplete

Visura camerale e indagine patrimoniale non sono quindi strumenti alternativi né tantomeno equivalenti.

La prima è particolarmente utile per ricostruire attività d’impresa, cariche e partecipazioni societarie.

La seconda consente di ampliare la ricerca verso gli elementi patrimoniali che possono essere rilevanti per una valutazione pre-legale o per decidere se un’azione di recupero possa essere concretamente conveniente.

Per questo, quando l’obiettivo è valutare le possibilità di recuperare un credito, fermarsi alla sola visura camerale può non essere sufficiente.

Un quadro informativo più ampio consente al creditore o all’Avvocato di assumere le proprie decisioni sulla base di elementi più completi, evitando di confondere la presenza di un’attività societaria con l’effettiva disponibilità di un patrimonio personale utilmente aggredibile.